la mia storia

Da oltre 40 anni vivo il settore della maglieria dall’interno

La mia storia nel mondo della maglieria non è iniziata per scelta.

È iniziata per necessità.

Nel 1981, a soli 20 anni, mi sono trovato a prendere in mano una piccola realtà produttiva di famiglia in un momento particolarmente difficile. Senza esperienza imprenditoriale e con molte più domande che risposte, ho iniziato un percorso che mi avrebbe insegnato molto più di qualsiasi libro.

Nei tredici anni successivi ho costruito e gestito un’azienda di maglieria con un proprio marchio, imparando ogni giorno cosa significa guidare persone, affrontare problemi e prendere decisioni in un mercato in continua evoluzione.

La lezione più importante della mia vita professionale

La delocalizzazione delle produzioni, la pressione sui costi e nuove dinamiche di mercato stavano mettendo in discussione molte delle certezze su cui erano state costruite tante aziende.

Osservando l’evoluzione del settore, ero convinto che la produzione di maglieria stesse seguendo lo stesso percorso che aveva già attraversato altri Paesi: dall’Inghilterra alla Germania, dalla Germania all’Italia e, in quegli anni, verso l’Est Europa e il Nord Africa alla ricerca di costi di produzione più competitivi.

A 33 anni mi trovai davanti a una scelta difficile.

Continuare a investire tutte le mie energie in un modello che vedevo progressivamente indebolirsi oppure fermarmi e cercare nuove opportunità professionali.

Scelsi la seconda strada.

Non perché mancassero la passione o la voglia di lavorare.

Al contrario.

Ero ancora giovane e non volevo consumare tutte le mie possibilità cercando di difendere un modello che, in quel momento, ritenevo destinato a perdere competitività.

C’era però un altro elemento che oggi considero importante.

Ero solo.
Non avevo accanto persone con esperienza, prospettive diverse o competenze che potessero aiutarmi a vedere la situazione da un’altra angolazione.

La mia azienda si trovava in provincia di Brescia, lontano dai principali distretti della maglieria come Carpi, Biella, Prato e Treviso, dove il confronto tra imprenditori, competenze e modelli di business era molto più naturale.

Inoltre, non esistevano gli strumenti di comunicazione e le opportunità di confronto che oggi diamo per scontati.

Non c’erano social network professionali, community online o la possibilità di confrontarsi facilmente con imprenditori che stavano affrontando le stesse sfide.

Per questo molte decisioni venivano prese basandosi esclusivamente sulla propria esperienza e sulla propria capacità di interpretare il mercato.

Anch’io presi quella decisione basandomi sulle informazioni, sulle convinzioni e sulla visione che avevo allora.

Guardando indietro, ho capito che il vero insegnamento di quell’esperienza non riguardava la chiusura in sé.

La lezione era un’altra.

Quando siamo immersi nei problemi quotidiani, spesso vediamo con chiarezza le difficoltà, ma facciamo più fatica a vedere le possibilità che stanno emergendo.

Da quel momento ho imparato una cosa che mi accompagna ancora oggi:

prima di prendere decisioni importanti, serve fermarsi, fare chiarezza e allargare lo sguardo.

La ricerca continua di nuove possibilità

Dal 1994 ho continuato a lavorare come consulente nel settore della maglieria, collaborando con piccole aziende familiari, aziende strutturate, brand internazionali e multinazionali.

Ogni esperienza mi ha insegnato qualcosa.

Ho approfondito organizzazione aziendale, sistemi qualità, tecnologie digitali e gestione dei processi produttivi.

Ma soprattutto ho imparato che le aziende migliori non sono necessariamente le più grandi o le più forti.

Sono quelle che riescono ad adattarsi ai cambiamenti senza perdere la propria identità.

Ho avuto la fortuna di lavorare con aziende molto diverse tra loro e di osservare da vicino realtà che, nel tempo, sono diventate punti di riferimento nel loro mercato.

Ho notato una caratteristica comune.

Non erano aziende prive di problemi.

Non erano aziende più fortunate delle altre.

Erano aziende capaci di mantenere la lucidità necessaria per cercare nuove possibilità anche quando il contesto diventava più complesso.

Non ignoravano le difficoltà.

Non le subivano.

Le utilizzavano come occasione per innovare, migliorare e costruire nuove opportunità.

È una lezione che ho imparato sulla mia pelle e che ho ritrovato, negli anni, in molte delle aziende che oggi considero esempi di successo.

Dalla strategia alla tecnologia

 

Nel 2013 ho sviluppato Maglia Project, un sistema MRP specifico per il settore della maglieria.

Successivamente ho realizzato il modulo MES per aiutare le aziende a controllare e migliorare la produzione in tempo reale.

Oggi questi strumenti supportano aziende molto diverse tra loro, dalle piccole realtà familiari fino a brand internazionali e multinazionali.

Ma con il tempo ho capito che la tecnologia, da sola, non basta.

Prima dei software..

Prima dei processi.

Prima degli investimenti.

Serve una direzione.

Il mio ruolo oggi:

 

Oggi aiuto gli imprenditori della maglieria a vedere con maggiore chiarezza la propria azienda, le opportunità che hanno davanti e la direzione più adatta alla loro realtà.

Il mio ruolo non è dirti cosa fare..

È aiutarti a vedere ciò che, quando sei immerso nei problemi quotidiani, rischi di non vedere.

Perché le decisioni più importanti non si prendono quando si corre.

Si prendono quando si riesce a guardare la situazione con lucidità.

Per questo ho sviluppato il Metodo PUTT™..

Non per dirti quale strada scegliere.

Ma per aiutarti a valutare con maggiore chiarezza le alternative che hai davanti e costruire una direzione coerente con i tuoi valori, la tua azienda e le tue ambizioni.

Perché credo profondamente in una cosa.

Nessun imprenditore dovrebbe affrontare da solo le decisioni che possono cambiare il futuro della propria azienda..

E credo altrettanto profondamente che:

prima della tecnologia, prima dell’organizzazione e prima dell’esecuzione, serva sempre una direzione.

Perché le decisioni migliori nascono dalla chiarezza.

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